Fortunata

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Regia Sergio Castellitto – dal 20/05/2017 al Cinema –

Fortuna è un film su una donna sfortuna. Casi in cui il destino si diverte fortemente, senza alcuna soluzione o via di fuga. La protagonista è una parrucchiera, sempre di corsa, in lotta con tutto e con tutti: il tempo, le persone, l’ex marito, le istituzioni e soprattutto con se stessa. La lotta non è priva di senso, non è per l’accaparramento del denaro, per l’apertura della sua Sala, quello vuole farlo credere a tutti, per giustificare la vera motivazione inconscia: trovare la pace.

Inizia a sputare, come la sua bambina, che ha bisogno dello psicologo, ma non basta per far fuoriuscire il veleno dell’anima. Lei deve proprio lavare via ogni cosa. L’Amore non è sufficiente, non cura abbastanza. La terapia è solo un percorso accidentato, dai sentimenti contrastanti.

Lei si accompagna con un amico depresso, drogato, devastato dalla malattia della madre, perché tra loro c’è quella affinità tra anima fragili che è impossibile slegare. L’amicizia tra loro emerge dirompente, come una forza naturale, dopo la drammaticità degli eventi, che lasciano spazio solo alla consapevolezza.

Lui libera lei da ogni inganno: Antigone vive.

A voi  tutta l’intensità e l’emozione di vederlo in sala!

Come diventare grandi nonostante i genitori

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Regia Luca Lucini – dal 24/11/2016 al Cinema –

La premessa è che i film per adolescenti sono l’espressione migliore di futuro e speranza a cui non oso rinunciare, ancora adesso, mi appaiono così limpidi e veri, che crederci mi sembra essenziale.

La storia di adolescenti che amano la musica, che si imbattono e combattono le pretese egoistiche di una Preside rigida, ingrigita e arrogante. Loro non rinunciano ai sogni e “nonostante i genitori” porteranno avanti un progetto di crescita e maturità; così, riescono ad essere giovani partecipi dei no, dell’impegno allo studio, della necessità di non assecondare le preferenze genitoriali e in grado di favorire la loro rivalsa personale. Non mancano l’Amore, la sincerità e la solidarietà, che spesso dimentichiamo quando pensiamo ai giovanissimi, ma che invece caratterizzano marcatamente la vivacità di quegli anni e le relazioni che si intessono senza riserve.

Margherita Buy credibile come sempre, in attesa che Giovanna Mezzogiorno compaia, perché bisogna giungere al secondo tempo, per vederla invecchiata e saggia. Entrambe rappresentano un efficace manifesto di bravura.

Alla fine del film il colpo di scena, che concede allo spettatore di collegare tutti i puntini, per ricevere la visione d’insieme: la cattiveria si tramuta in un ricordo per sempre, per questi ragazzi pieni di vita e futuro.

Buona visione genitori e figli.

In guerra per Amore

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Regia Pif – dal 27/10/2916 al Cinema –

Prima della visione di un film di Pif ti aspetti che sia meraviglioso, poi lo vedi ed è più che meraviglioso, pienamente semplice, dolce, soave, forte, doloroso, amaro e reale. Si rimane così, dopo aver attraversato la risata più vivace, si diventa tonti, increduli, poi furiosi e devastati. Io conosco quella terra, la Sicilia, e non riesco a non sentirmi presa ad un abbraccio, accompagnata, poi lasciata e sbattuta davanti a degli accadimenti penosi. Una stretta alla gola.

La scena si allarga, come il vuoto, che si estende dagli occhi di un bambino, che cerca il padre in un camion vuoto, perché la guerra non restituisce: toglie.

La storia d’amore è solo la cornice sbiadita di un quadro che va in pezzi, che inscena le nefandezze della Storia: la democrazia e la libertà avanzano ad un prezzo inaccettabile. Bisogna rendersene conto e forse lottare. Non è semplice, non è conveniente. Eppure l’Eroe c’è sempre, come in tutte le grandi storie.

Ci sono anche le logiche della “gente che può pensare”, quei pregiudizi che diventano le fondamenta di incertezze e delle volte di paure collettive, come macchie d’olio sul pavimento, che si estendono fino a ricoprire tutta la superficie, non lasciando intravedere altro: soltanto ‘l’uniformità’, credo, del pensiero null’altro. Basta così poco, per piccole comunità: appartenersi e annientarsi.

Vince solo l’Amore, che rimane cieco e puro su una panchina. L’unica cosa originale, che non si identifica più solo con le persone, ma con le idee.

Grazie immensamente a Pif per averci donato, ancora una volta, una Storia che si interessa della nostra Sicilia. E’ davvero un film imperdibile per tutti.

Buona visione!

 

 

 

 

 

Io prima di te

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Regia Thea Sharrock – al Cinema dal 1/09/2016 – tratto dal Best Seller “Io prima di te” di Jojo Moyes

Io prima di te, ovvero Lui prima di Lei. Lui ricco e bellissimo. Una favola in carrozzina. Le donne si sa, sanno soccorrere sempre. Lou insegue il sogno di mantenere un fidanzato ignaro e salvare un uomo dalla sua folle ‘fantasia’ di farla finita. Un piano bizzarro come le sue scarpette, sciarpe, gonne e quelle meravigliose sopracciglia, che fanno su e giù per ogni cosa! Che esaltazione d’espressività, che si tramuta in ilarità continua dello spettatore. Non c’è nulla che dispiaccia fortemente, neanche l’idea che tutto finisca miseramente. E’ impensabile che un così grande intrigo di sguardi, passione e comprensione possa non avere la meglio, eppure non c’è ragione che si rappresenti necessariamente.

Una scelta che spetta a Will, un ballo in due, su due ruote, e la musica, che insinua la vita, potrebbe continuare per sempre.

Poi, al di là di ogni possibile inganno … il bene ritorna!

Buona visione.

Equals

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Regia Drake Doremus – al Cinema dal 4/08/2016 –

Equals è un film interessante, perché nel momento in cui bisogna guardare ad una società senza sentimenti ed emozioni si inizia a sentirne incondizionatamente il peso dell’assenza: quella “perfezione” turba, non lascia ossigeno, incombe, tramortisce lo spettatore profondamente. Lo spettacolo del bianco e delle “cose” sfumate comincia fin da subito, il Regista dilata continuamente le immagini, le persone hanno contorni così evanescenti, che la ricerca del colore diventa un’esigenza immediata. Davvero stupefacente anche la gestione degli spazi, che sembra offrire un rinforzo: potrei dirvi che ho percepito in essi quel vuoto di relazioni tipico dei nonluoghi, nell’accezione ormai demodé formulata da Augè.

La storia elargisce disciplina, contenimento, causando piccole contraddizioni doverose e accettabili. Il richiamo al piacere c’è, se pur mitigato ad un impulso ben più scellerato dei due protagonisti, artefici come Adamo ed Eva del peccato. Così, il colore nella negazione della realtà insorge e si concretizza.

A voi buona visione!

Corri Forrest! corri!

Buon compleanno Tom Hanks. Auguri di cuore per i tuoi prossimi film.

Forrest Gump: “La mamma diceva che i miracoli succedono tutti i giorni”;

Friend request – la morte ha il tuo profilo

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Regia di Simon Verhoeven – dal 9/06/2016 al Cinema –

Ok, mi sono sbagliata. Ho creduto fosse un altro genere di film, invece mi sono trovata in una sala di ragazzi scalmanati, a dir bene di loro, per non essere più onesta, con dei soggetti da Zoo.

Comunque, avrei voluto vedere un film inerente la gestione giovanile dei social network, l’attribuzione di significati, l’accezione di amicizia, il linguaggio comunicativo, ed invece mi sono sentita in ostaggio di una cosa che definirlo un thriller, è davvero donargli una dignità esagerata. Vi assicuro che è un horror, né più né meno. Un incubo: scene di uccisioni brutali a raffica di una violenza inaudita.

Voglio però trovargli un senso, giusto perché non mi piace perdere il mio tempo inutilmente, in questo caso credo di esserci andata molto vicina. Comunque sia, l’unico aspetto che sovviene come interessante è legato alla concezione della solitudine: il nostro profilo on-line su un social network rappresenta esattamente il nostro livello di socialità con gli altri? È il termometro dell’amicizia? Quando qualcuno ci elimina dai contatti da cosa vuole escluderci? Ma, soprattutto senza una ‘vita’ virtuale sappiamo ancora riconoscerci?

Tranquilli, il film non risponde a nessuna di queste domande, ma almeno ci fa pensare!

Andate a vederlo solo se il genere vi piace particolarmente: non è un thriller.